Buon Anno Nuovo dal Giappone 🇯🇵🎍
Il Capodanno, in Giappone, ha un significato particolare.
Il Natale esiste ed è molto presente, ma è soprattutto commerciale e leggero, fatto di luci, torte e una cena romantica con il tuo partner, infatti molti giapponesi vogliono trovare un partner proprio prima di Natale. II vero momento di riflessione, quello che segna davvero un significato, resta la notte di Capodanno (Oshōgatsu).
Quest’anno sono tornata in Giappone per le feste, per trascorrere qualche settimane con la mia famiglia. Un rientro semplice, ma importante, che mi ha ricordato quanto il ritmo del Capodanno giapponese sia diverso: più silenzioso, più riflessivo, più legato ai gesti che si ripetono da generazioni.

La fine dell’anno e l’inizio del nuovo
La sera del 31 dicembre si mangiano i Toshikoshi Soba, i “noodles del passaggio dell’anno”.
Sono "spaghetti" di grano saraceno, lunghi e sottili, simbolo del desiderio di vivere una vita lunga e semplice. Un piatto quotidiano, che accompagna con discrezione il passaggio da un anno all’altro.
I primi giorni di gennaio, invece, sono dedicati all’Osechi Ryōri: una serie di preparazioni conservabili, disposte in eleganti scatole laccate (jubako). Ogni alimento ha un valore simbolico — prosperità, salute, fortuna — ed è pensato per iniziare l’anno con calma, senza dover cucinare, lasciando spazio alla famiglia e alla riflessione.
Hatsumōde: il primo passo dell’anno
Un altro momento centrale del Capodanno è l’Hatsumōde (初詣), la prima visita dell’anno a un tempio o a un santuario.
Si va per ringraziare dell’anno passato e per esprimere desideri, più che richieste, per quello nuovo. È un gesto intimo, anche quando si è in mezzo alla folla.
Quest’anno ho fatto Hatsumōde a Ise Jingū, uno dei luoghi più sacri del Giappone.
È il santuario dedicato ad Amaterasu Ōmikami, la dea del sole, ed è profondamente legato all’identità spirituale del Paese. Pur non essendo sempre al centro degli itinerari turistici internazionali, per i giapponesi Ise è un luogo di enorme importanza.
Camminare lungo il fiume Isuzu, attraversare il ponte d’ingresso e muoversi tra i boschi che circondano il santuario trasmette una sensazione di rispetto e continuità. I padiglioni di Ise vengono infatti ricostruiti ogni vent’anni, secondo un rituale millenario che insegna come la tradizione non sia qualcosa di immobile, ma qualcosa che si rinnova nel tempo.

Guardando ai mesi che verranno
Questo ritorno in Giappone è stato anche un momento per fermarmi e riflettere su Nippo Sakaya e sul percorso che stiamo facendo. Continueremo a raccontare il sake e il vino giapponese con lo stesso approccio di sempre: curiosità, rispetto e voglia di creare ponti culturali.
Nei prossimi mesi ci saranno novità importanti. In primavera apriremo un nostro spazio fisico, un’enoteca dove trovare una selezione di sake e vini giapponesi, pensata per essere vissuta con calma e senza formalismi.
Grazie per accompagnarci in questo viaggio.
Che il nuovo anno porti equilibrio, serenità e tante buone scoperte.
明けましておめでとうございます。今年もどうぞよろしくお願いします。
Nicole

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