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  • Cos’è l’Omakase? Storia, significato e un evento esclusivo con vini giapponesi

    21 lug 2025

    Hai mai affidato il tuo palato completamente allo chef? In Giappone, c'è una parola per questo: Omakase. Ma cosa significa davvero? Da dove viene? E perché oggi rappresenta una delle esperienze culinarie più intime e raffinate?

    In questo articolo ti portiamo in un viaggio nel tempo, dall’Edo del XIX secolo fino al Giappone contemporaneo, per scoprire il mondo affascinante dell’Omakase. E alla fine... ti invitiamo a vivere quest’esperienza dal vivo, con un tocco in più: un abbinamento esclusivo con vini giapponesi, grazie a Shio Omakase.

    🥢 Cosa significa "Omakase"?

    La parola giapponese Omakase (おまかせ) deriva dal verbo "makaseru", che significa “affidarsi” o “lasciare a qualcun altro”. In ambito culinario, si traduce letteralmente in: “mi affido a te, chef”.

    In pratica, quando chiedi un menu Omakase, non ordini tu, ma lasci completamente la scelta allo chef: dai piatti alla sequenza, tutto è nelle sue mani. È un atto di fiducia e rispetto, ma anche un invito a lasciarsi sorprendere.

    📜 Un po' di storia: le origini dell’Omakase

    Anche se il concetto di sushi ha radici antichissime — con forme primitive come il narezushi già presenti in Giappone oltre mille anni fa — la versione più vicina al sushi moderno, ovvero il nigirizushi, si è sviluppata solo molto più tardi, a Edo (oggi Tokyo), tra il 1818 e il 1830, durante l’era Bunsei.

    All’epoca, il sushi era molto diverso da quello che conosciamo oggi. Si mangiava in piedi, in piccoli chioschi di strada. Gli spazi erano strettissimi — spesso solo 180 cm di larghezza — e bastavano 4-5 clienti per riempire tutto.

    🍣 “Okonomi” vs “Omakase”

    La regola non scritta di allora era l’okonomi (お好み): scegli tu cosa e in che ordine mangiare. I clienti ordinavano pochi pezzi alla volta, li mangiavano velocemente e lasciavano spazio al prossimo.

    I locali esponevano targhette di legno con i nomi del pesce disponibile (come kohada, maguro, ecc.), e il cliente decideva cosa voleva, secondo gusto personale.

    L’Omakase nacque solo nel dopoguerra, quando:

    • La varietà di pesci si ampliò grazie al progresso nei trasporti.

    • I clienti non riuscivano più a ricordare i nomi di tutti i pesci.

    • I ristoranti di sushi iniziarono a diventare luoghi d’élite, specialmente nelle zone chic di Tokyo come Ginza e Nihonbashi.

    🤝 Fiducia e stile: l’Omakase moderno

    Durante pranzi d’affari o cene importanti, ordinare ogni pezzo alla volta (come si faceva con l’okonomi) diventava scomodo. Così nacque una nuova forma: il cliente diceva semplicemente “omakase de onegaishimasu” — “mi affido a te, chef”.

    Negli anni ‘80, in piena epoca Bubble Economy, l’Omakase divenne sinonimo di lusso e savoir-faire. Ma ancora fino ai primi anni 2000, veniva visto come la scelta “da principiante”, mentre i clienti esperti continuavano a ordinare okonomi.

    Solo recentemente, con il raffinamento della cucina giapponese all’estero e il ritorno alle esperienze gastronomiche autentiche, l’Omakase è diventato un simbolo di rispetto, eleganza e connessione personale con lo chef.

    🧂 L’evoluzione dell’esperienza Omakase

    Oggi, l’esperienza Omakase non è limitata al solo sushi. Nei ristoranti moderni giapponesi, spesso include:

    • Zensai (antipasti): piccoli piatti stagionali.

    • Sashimi selezionato: spesso pescato localmente.

    • Pezzi di sushi serviti in sequenza.

    • Tsukemono (verdure fermentate).

    • Piatti caldi, come chawanmushi (flan salato) o zuppette.

    • Dessert delicati come mochi o frutta stagionale.

    L’ordine non è casuale: lo chef costruisce una progressione armonica di sapori, come una sinfonia gustativa. E ogni piatto racconta una storia — di stagione, di tecnica, di sensibilità.

    🍷 L'abbinamento perfetto: Omakase + vino giapponese

    Tradizionalmente, l’Omakase si accompagna al sake, ma negli ultimi anni c'è stata un'esplosione di interesse per il vino giapponese. E sì, hai letto bene: il Giappone produce vino, e alcuni terroir — come Yamanashi o Nagano — sono ormai riconosciuti a livello internazionale.

    Proprio qui entra in gioco noi di Nippo Sakaya! Crediamo che il matrimonio tra Omakase e vino nipponico sia una delle esperienze gastronomiche più raffinate e sorprendenti del momento.

    Il vino giapponese tende a essere:

    • Fresco, elegante, minerale.

    • Ideale per accompagnare pesce crudo, fermentazioni leggere e piatti delicati.

    • Inaspettato, ma perfettamente bilanciato con la cucina giapponese autentica.

    📅 Vivi l’Omakase dal vivo: evento esclusivo con Nippo Sakaya

    ✨ Sei pronto a vivere questa esperienza con tutti e cinque i sensi?

    👉 Martedi 29 luglio 2025
    📍 Presso SHIO, Colli di Tronto

    Un evento Omakase esclusivo, curato da un itamae  Loris Carosi, con un percorso di vini giapponesi selezionati da Nippo Sakaya per esaltare ogni singolo piatto.

    ✅ Posti limitati
    ✅ Degustazione guidata
    ✅ Ambiente intimo e autentico

    Prenota il tuo posto ora 👉 Clicca qui per maggiori dettagli e prenotazioni

    🧭 In sintesi…

    L’Omakase non è solo una cena, ma un viaggio. È fidarsi delle mani esperte dello chef, scoprire il Giappone attraverso ogni boccone, e lasciarsi sorprendere. Dalle strade di Edo ai ristoranti eleganti di Tokyo, oggi puoi vivere quest’esperienza anche a Colli del Tronto — con un tocco in più: il vino giapponese di Nippo Sakaya.

    Non perderti questa occasione unica.

    👉 Prenota il tuo posto per l’evento Omakase + Vini Giapponesi a Colli del Tronto qui:
    🔗 https://www.shio.it/2025/07/12/omakase-con-nippo-sakaya

     


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