Delaware: l’uva americana che ha trovato casa in Giappone
Chi conosce il vino giapponese ha sicuramente sentito parlare di Koshu o Muscat Bailey A. Ma c’è un’altra varietà che merita attenzione: la Delaware, un’uva dal nome americano ma dall’anima profondamente giapponese.

Origini americane, cuore giapponese
L’uva Delaware nasce negli Stati Uniti a metà Ottocento, probabilmente da un incrocio spontaneo di Vitis labrusca — la specie di vite americana famosa per il suo profilo aromatico fruttato e leggermente “foxy” — con altre varietà europee.
Prende il nome dalla contea di Delaware, in Ohio, dove fu coltivata per la prima volta.
Nel 1872 arriva in Giappone, dove trova condizioni ideali nelle colline di Yamanashi, la culla della viticoltura giapponese. Da allora è diventata una delle varietà più diffuse del Paese, sia come uva da tavola che come base per vini profumati e vivaci.

Una scoperta che ha cambiato tutto
Negli anni ’50, in Giappone, alcuni ricercatori sperimentarono il trattamento dell’uva Delaware con gibberellina, un ormone vegetale che stimola la crescita dei grappoli e impedisce la formazione dei semi.
Questa scoperta, per molti versi rivoluzionaria, cambiò radicalmente il modo di consumare la Delaware: i suoi acini, già piccoli di natura, avevano semi considerati fastidiosi da mangiare. La versione senza semi divenne quindi perfetta come uva da tavola estiva, leggera e facile da gustare.
Tuttavia, per la produzione di vino, si continua a utilizzare la Delaware con semi, la forma originale dell’uva, più adatta alla fermentazione grazie al suo equilibrio naturale di zuccheri, acidità e tannini.
Oggi, la Delaware è coltivata principalmente nelle prefetture di Yamanashi e Yamagata, dove ha trovato condizioni ideali di clima e suolo. È la terza varietà bianca più coltivata in Giappone, dopo la Koshu e la Niagara, e rimane una parte essenziale del panorama vitivinicolo giapponese.

Il vino Delaware: freschezza e aromaticità
Dal punto di vista enologico, la Delaware offre ricchi aromi di frutta tropicale, melone, pesca bianca e fiori dolci, accompagnati da una spiccata acidità che conferisce al vino equilibrio.
Pur essendo una Vitis labrusca, i produttori giapponesi hanno imparato a valorizzarne la personalità attraverso fermentazioni controllate e affinamenti leggeri, ottenendo vini puliti e raffinati, lontani dallo stile “sporco” che spesso caratterizza le labrusca americane.
Lumiere Ushioku Delaware
Noi della Nippo Sakaya abbiamo importato, Lumiere Ushioku Delaware, prodotto nella zona collinare di Ushioku, nel cuore di Yamanashi, una delle migliori interpretazioni moderne della varietà.
Qui le viti crescono su terreni ben drenati e godono di forti escursioni termiche tra giorno e notte, fattori che esaltano aromi e freschezza.
Il vino che ne risulta è molto elegante, con note di frutta tropicale e agrumi maturi, e piuttosto corposo, ma con un'elevata acidità che lo rende estremamente versatile. L’affinamento in barrique, aggiunge un accenno di rotondità, senza rendere il vino "pesante".
Abbinamenti: l’equilibrio con la cucina cinese
Uno degli aspetti più interessanti del Lumiere Ushioku Delaware è la sua capacità di accompagnare piatti della cucina cinese, grazie alla combinazione di freschezza, aromaticità e acidità equilibrata.
L’abbinamento funziona in modo sorprendente con:
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Gyoza o ravioli cinesi, dove il vino pulisce la morbidezza del ripieno;
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Ma Po Tofu, il contrasto tra la piccantezza e la dolcezza fruttata crea armonia;
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Pollo alle mandorle o alle verdure, dove il vino esalta la componente umami e i toni tostati del piatto.
È la dimostrazione che il vino giapponese non è confinato a sushi o sashimi — anzi, trova espressione in cucine ricche e aromatiche come quella cinese, dove la precisione e la freschezza diventano alleati perfetti.

Un’uva da riscoprire
Oggi, la Delaware è la terza varietà bianca più coltivata in Giappone, dopo la Koshu e la Niagara. Il suo fascino sta nella capacità di unire due mondi: le radici americane e la cura artigianale giapponese.
Con vini come il Lumiere Ushioku Delaware, questa uva dimostra che anche una Vitis labrusca può esprimere eleganza, equilibrio e carattere.
Il Delaware è, in fondo, un simbolo dell’apertura e della creatività del vino giapponese moderno.
Un’uva che ha attraversato oceani e secoli per trovare la sua voce sulle colline di Yamanashi — e che oggi invita anche i palati italiani a scoprire una nuova dimensione del gusto!
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